Il territorio di Catania,
splendida città dal volto barocco, appare come una vasta pianura
coltivata ad agrumeti. siamo sul mar Ionio, ai piedi dell'Etna:merita
una visita il Castello Ursino costruito da Federico II di Svevia nella
Prima metà Del Duecento. L'edificio a pianta quadrata è oggi sede del
museo comunale, che raccoglie reperti archeologici e materiali
riguardanti la storia della città. La settecentesca porta di Garibaldi,
costruita per celebrare le nozze di Federico III di Borbone, è la
scenografica introduzione al centro storico, in cui troneggia la
sontuosa facciata barocca del duomo- La grande chiesa deve le forme
attuali ai lavori di trasformazione compiuti nel corso del settecento;
della prima fase della sua storia, tra XI e XII secolo conserva le
absidi e il transetto d'epoca normanna.
La nostalgia di un passato
in cui la città prosperò come una vera capitale si avverte soprattutto
passeggiando lungi la via Etna e la Via dei Crociferi, che forse la più rappresentativa della Catania barocca. Vi si affacciano 3 chiese di
grande valore: San giuliano, la chiesa dei Gesuiti e san Benedetto. Nono
molto lontana, al termine di via dei Gesuiti, in piazza Dante, san
Niccolò è la chiesa più grande di tutta la Sicilia: di costruzione
settecentesca, è molto suggestiva negli interni per il contrasto fra la
grandiosità degli spazi e la mancanza di elementi decorativi. Di
notevole significato sono il coro ligneo (XVII Secolo) e il fastoso
organo, che il napoletano Donato del Piano compì negli anni 1755-1767.
Si esce dalla città per la via costiera che da Ognina, verso nord,
attraversa un territorio fitto di insediamenti. Il litorale, conosciuto
con il nome di Riviera dei ciclopi, si distende movimentato da ampie
insenature, improvvise calette e spiagge interrotte da scogli. Aci
Castello è dominato dalla fortezza costruita in pietra lavica nel 1076
sulla rupe che sovrasta il mare.
Da Aci Trezza, paese di pescatori reso
famoso da Giovanni Verga, che vi ambientò I Malavoglia, si osservano gli
scogli dei Ciclopi, grandi massi che secondo la leggenda omerica
Polifemo, ormai accecato, avrebbe scagliato in mare nel tentativo di
colpire la nave di Ulisse in fuga. Si tratta di faraglioni,
originari da emissioni laviche sottomarine che le acque e i venti
hanno lavorato come strutture astratte. Acireale si erge su
una terrazza lavica alta 150 m sopra il mare, un vero e proprio
altopiano verdeggiante di agrumeti alle pendici dell'Etna. Tra i
monumenti spicca il Duomo, edificato tra la fine del 500 e gli inizi
del 600, e rielaborato ancora nel XVIII secolo; notevole è il
portale di età barocca, inserito nella facciata ottocentesca. La
Pinacoteca Zelantea custodisce un'interessante raccolta
archeologica, in cui spiccano un busto di Giulio Cesare e le
terrecotte provenienti da scavi locali, oltre a dipinti del XVII e
XVIII secolo. Il teatro del Folclore, infine, è la scena su cui si
svolgono gli spettacoli dell'opera dei Pupi, popolari rievocazioni
delle imprese di Orlando e dei paladini di Carlo Magno. La città ha
qualche notorietà anche come centro termale, per la cura di malattie
dermatologiche, ginecologiche, renautiche e dell'apparato
respiratorio. La strada si snoda ai piedi del Mongibello (così
chiamato l'Etna) attraverso giardini lussureggianti, antiche colate
laviche, nuclei abitati piuttosto fitti, scorci panoramici notevoli,
sino a superare l'Alcantara, il fiume che segna il limite tra il
vulcano e i monti Peloritani. Nella località balneare di
Giardini-Naxos una piccola deviazione al capo Schisò conduce alle
rovine di Naxos, la più antica colonia greca di Sicilia. Tra i resti
della città si riconoscono lunghi tratti delle mura, costruite con
blocchi massicci rozzamente sbozzati. vale una visita il Museo
archeologico, in cima al capo Schisò, in cui sono raccolti, tra
l'altro, frammenti del tempio di Afrodite.
Si
sale in auto o in ferrovia, a Taormina, la località turistica più
famosa sella Sicilia Orientale, conosciuta in tutto il mondo per il
suo clima mite e pre la ricca vegetazione, ma soprattutto per la
singolare posizione panoramica su una terrazza del monte Tauro, a
circa 200 m sul mare e in vista dell'Etna. E' d'obbligo la visita al
teatro, il monumento meglio conservato e più importante della città.